Le sigle sindacali FLC CGIL Umbria, CISL Scuola Umbria e UIL Scuola Umbria, esprimono profonda soddisfazione per la storica sentenza n. 246/2026
pubblicata in data odierna dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per l’Umbria. La pronuncia accoglie il ricorso promosso dal Comune di Città di Castello e sostenuto con forza dai nostri interventi ad adiuvandum in giudizio.
Con questa decisione, il Giudice Amministrativo ha annullato definitivamente il decreto n. 60 del 27 gennaio 2026 del Commissario ad acta e il successivo decreto n. 62 del 28 gennaio 2026 del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per l’Umbria che miravano ad imporre dall’alto un drastico dimensionamento della rete scolastica nel Comune di Città di Castello per l’anno scolastico 2026/2027.
La decisione del TAR Umbria convalida in pieno le tesi e le preoccupazioni sollevate fin dall’inizio dalle nostre organizzazioni sindacali:
1. Riconoscimento del difetto di istruttoria e motivazione: Il TAR ha sanzionato duramente l’operato del Commissario ad acta, evidenziando come la decisione di
stravolgere la rete scolastica di Città di Castello – trasformando le due Direzioni Didattiche storiche e la Scuola Secondaria di primo grado “Alighieri-Pascoli” in due soli Istituti Comprensivi – sia stata assunta senza una reale e adeguata attività istruttoria e priva di idonea motivazione.
2. Accoglimento delle denunce logistiche e di sicurezza: Il Giudice ha dato formale rilevanza alle gravissime criticità edilizie e logistiche che avevamo denunciato. La sentenza evidenzia lo stato di oggettivo sovraffollamento del plesso scolastico di Via Collodi, dove attualmente è concentrata la maggior parte degli alunni a causa dei lavori di demolizione e ricostruzione in corso nel plesso di Via della Tina. Pretendere di dividere e accorpare la popolazione scolastica in una simile situazione di precarietà strutturale, avrebbe messo a serio rischio la continuità didattica, la stabilità dell’organico e la sicurezza stessa di studenti, docenti e personale ATA.
3. Tutela della partecipazione e dei territori: È stata censurata la scelta del Commissario di ignorare completamente la lunga attività istruttoria e il percorso
partecipativo avviato a livello locale e regionale, che aveva condotto a soluzioni equilibrate e profondamente diverse per l’adeguamento ai contingenti PNRR. Il potere sostitutivo non può tramutarsi in arbitrio autoritario scollegato dalle reali esigenze dei territori. Gli effetti di questa pronuncia sono di fondamentale importanza per il sistema scolastico umbro:
● Stop al piano commissariale a Città di Castello: Viene totalmente azzerata la riorganizzazione forzata che, dal 1° settembre 2026, avrebbe accorpato i plessi di ViaCollodi e Via della Tina rispettivamente al 1° e al 2° Circolo didattico. L’attuale assetto delle istituzioni scolastiche di Città di Castello resta pertanto intatto e salvaguardato.
● Ripristino della legalità amministrativa: La sentenza chiarisce i limiti del potere commissariale nell’ambito delle riforme PNRR. L’inadempimento regionale che ha originato il commissariamento consisteva unicamente nell’aver apposto una clausola di sospensione dell’efficacia sul piano regionale (in attesa di un ricorso straordinario). Il Commissario non aveva quindi il diritto di azzerare i piani e compiere scelte autonome radicalmente diverse e penalizzanti per specifici territori, ignorando la sussistenza di comprovate barriere logistiche.
● Garanzia per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027: L’annullamento dei decreti commissariali e attuativi USR dissipa i gravi disagi e le incertezze strutturali che pendevano sulle famiglie e sul personale della scuola, scongiurando il rischio di trasferimenti coatti, perdita di posti di lavoro, sovraffollamento insostenibile e frammentazione dell’offerta formativa. Come FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola dell’Umbria ribadiamo che la scuola non può essere trattata come un mero esercizio di ragioneria numerica o di freddi tagli lineari legati ai parametri demografici. La qualità della didattica, la sicurezza degli edifici e il rispetto dei lavoratori sono e rimarranno sempre i nostri fari insostituibili. Per pianificare il futuro della rete scolastica umbra, bisogna dialogare con le istituzioni locali, i territori, e le parti sociali, non ricorrere ad atti d’imperio puntualmente bocciati dalla giustizia amministrativa.
I Segretari Generali Regionali:
● Moira Rosi – FLC CGIL Umbria
● Caterina Corsaro – CISL Scuola Umbria
● Loretta D’Aprile – UIL Scuola Umbria