PERUGIA, 4 novembre 2026– Quasi 7mila posti in meno a livello nazionale tra docenti e personale ATA a partire dal prossimo anno scolastico. Una scure che preoccupa profondamente la UIL e la UIL Scuola della regione e che in Umbria rischia di produrre conseguenze devastanti soprattutto nei piccoli comuni, nei territori periferici e nelle aree interne, dove la scuola rappresenta l’ultimo vero presidio pubblico e democratico rimasto a difesa della coesione sociale.
A lanciare l’allarme e a chiedere lo stop ai tagli lineari sono Loretta D’Aprile, segretaria generale della UIL Scuola Umbria, e Maurizio Molinari, Segretario Generale della UIL Umbria. Per rispondere a questa emergenza, la sigla sindacale annuncia la partenza di un fitto ciclo di assemblee sindacali interamente dedicato alle scuole delle Aree Interne. L’iniziativa si muoverà capillarmente sul territorio regionale accompagnata da un messaggio chiaro e identitario: «La comunità (r)esiste se la scuola vive».
A livello nazionale, il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede il taglio strutturale di 4.925 posti di docenti e 2.049 posti di personale ATA. Misure drastiche che si sommano ai ridimensionamenti già decretati nei due anni precedenti (5.660 cattedre tagliate dal 2025/26 e 2.174 amministrativi, tecnici e collaboratori dal 2026/27), per un saldo complessivo drammatico di 14.808 posti persi nell’arco di un triennio. L’impatto stimato delle misure sulle scuole della nostra regione si tradurrà nei seguenti numeri: la perdita stimata per l’anno scolastico 2026/27 è di circa 108 posti complessivi, (76 cattedre in meno per i docenti e 32 unità in meno per il personale ATA). L’effetto cumulato delle ultime manovre sottrarrà all’Umbria circa 230 posti di lavoro complessivi (circa 164 docenti e 66 unità ATA) nel triennio 2025-28.
«Portiamo il sindacato direttamente sul territorio per ascoltare la voce del personale scolastico, confrontarci sulle criticità dei plessi periferici e costruire proposte concrete» dichiara Loretta D’ Aprile. «Difendere la scuola in questi territori significa difendere il futuro stesso delle nostre comunità. Non possiamo accettare una politica scolastica basata esclusivamente sui numeri e non sulle persone, che usa il calo demografico come mera giustificazione per fare cassa. La denatalità dovrebbe essere colta come l’opportunità storica per ridurre l’affollamento delle classi, aumentare il tempo scuola, innalzare la qualità della didattica e potenziare l’inclusione, non per tagliare i servizi essenziali».
Sulla stessa linea d’onda il segretario generale UIL Umbria, Maurizio Molinari, che inserisce la vertenza scuola nel più ampio quadro socio-economico regionale: «Le aree interne dell’Umbria stanno già pagando un prezzo altissimo a causa dello spopolamento e della progressiva perdita dei servizi sanitari e di trasporto. Indebolire i presìdi scolastici periferici significa accelerare in modo irreversibile la desertificazione culturale e sociale, rendendo queste zone sempre meno attrattive per i giovani e per le famiglie. Il taglio del personale ATA, in particolare, mette a repentaglio la vigilanza e la gestione quotidiana di istituti spesso frammentati in molti plessi e situati in aree geograficamente complesse». «Il rispetto verso il mondo della scuola non si dimostra a parole, ma si misura investendo risorse stabili» concludono. «Garantire pari opportunità a tutti gli studenti dell’Umbria, da Perugia e Terni fino al più piccolo comune della Valnerina o del comprensorio Orvietano, significa rivendicare il diritto del nostro territorio a continuare ad avere un futuro».
I segretari umbri richiamano con forza l’azione dei vertici nazionali della Uil Scuola e della confederazione Uil, che hanno chiesto un incontro al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara per avere un confronto e ottenere la cancellazione l’eliminazione dei tagli agli organici, lo stanziamento di risorse strutturali aggiuntive per la valorizzazione del personale e l’estensione della detassazione degli aumenti contrattuali a tutto il pubblico impiego, per contrastare l’erosione salariale causata dall’inflazione.
Maurizio Molinari, Segretario Generale UIL Scuola Umbria
Loretta D’Aprile, Segretaria Generale UIL Scuola Umbria