Assemblea città per la pace, Uil: “Chiediamoci cosa possiamo fare noi”

Il segretario Fabio Benedetti porta il saluto dell'organizzazione all'appuntamento

L’intervento del segretario organizzativo Uil Umbria, Fabio Benedetti. 

Buongiorno a tutte e a tutti,

porto il saluto della UIL Umbria e ringrazio il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani per questa Assemblea a Perugia, città che sulla pace non ha nulla da imparare. Ritrovarci a Perugia, a quarant’anni dalla nascita del Coordinamento, significa infatti tornare alle origini di una scelta civile e politica: costruire la pace partendo dai territori e dalla responsabilità delle comunità.

Tutto cominciò qui, il 9 ottobre 1986. In un mondo diviso in blocchi contrapposti, con migliaia di testate nucleari e nuove armi installate in Europa. In quel contesto sindaci, presidenti e amministratori di centinaia di città decisero che non era possibile restare a guardare. Quella storia ci insegna che la pace non è una parola astratta, né un compito delegabile soltanto ai governi. È una responsabilità che attraversa le istituzioni e la società. Comincia nelle comunità, nelle relazioni tra le persone, nella capacità di ascoltare e di riconoscere i diritti di tutti. Quei sindaci, per primi, iniziarono a dichiarare i territori liberi dalle armi nucleari. Poi arrivarono gli accordi tra Stati Uniti e Unione Sovietica, la fine della Guerra fredda e la caduta del muro di Berlino. Sembrò aprirsi una stagione nuova. Ma il crollo dei muri non bastò a far cessare le guerre. Dalla Palestina all’Iraq, dalla Jugoslavia al Kosovo, dall’Afghanistan alla Libia, la violenza ha continuato a colpire popoli e civili. Oggi ci sono aperti 40 conflitti armati nel mondo e 13 guerre.

E allora torna la stessa domanda che mosse quei giovani visionari: e noi che cosa possiamo fare? Perché dove le persone perdono la sicurezza, la casa, il lavoro e la possibilità di decidere del proprio futuro, la pace resta incompleta.

Per questo, da rappresentante sindacale, sento che parlare di pace significa parlare anche di lavoro e di diritti. La guerra distrugge vite, ma distrugge anche servizi, scuole, ospedali, imprese e legami sociali. Costringe le persone alla fuga e rende più difficile ricostruire una vita dignitosa. La pace, al contrario, ha bisogno di lavoro sicuro, di protezione sociale, di istruzione, di partecipazione e di rispetto della dignità di ogni persona.

Non si tratta di sovrapporre ambiti diversi. Si tratta di riconoscere che non c’è una comunità davvero pacifica se una parte delle persone è esclusa, sfruttata o lasciata senza voce. E non c’è sicurezza duratura quando crescono le disuguaglianze e si restringono gli spazi di solidarietà. Il sindacato, con la sua presenza nei luoghi di lavoro e nella società, può contribuire a tenere aperti questi spazi e a difendere la dignità delle persone.

Il Giro d’Italia per la Pace dà forma concreta a questo impegno. Porta la pace da una città all’altra, mette in relazione amministrazioni, scuole, associazioni e cittadine e cittadini. E l’Umbria conosce bene il valore di questo legame tra territori e pace. Perugia e Assisi sono luoghi in cui, da generazioni, persone diverse si ritrovano per chiedere dialogo, fraternità e rispetto dei diritti umani. Questa storia ci affida una responsabilità: far sì che la memoria diventi impegno quotidiano, nelle istituzioni, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle comunità.

Quarant’anni dopo il 1986, il mondo è cambiato, ma la domanda resta: che cosa possiamo fare, da qui, per impedire che la guerra diventi normale? La risposta non può essere l’indifferenza. La pace non può restare nel novero delle utopie, così come la guerra non può essere data per scontata.

Iniziamo da casa nostra, dalle nostre comunità. Educhiamo alla pace, al rispetto del diverso, a sostenere il dialogo. Chiediamo che venga rispettato il diritto internazionale e i diritti umani.

Ricordare i fondatori del Coordinamento significa proseguire il loro lavoro con gli strumenti di oggi. Significa ascoltare le nuove generazioni, dare spazio alle comunità e tenere insieme pace, lavoro, giustizia sociale e democrazia. Significa riaffermare che nessuna persona è lontana abbastanza da diventare irrilevante e nessuna città è troppo piccola per assumersi una responsabilità.

A nome della UIL Umbria, auguro buon lavoro a questa Assemblea. Noi vogliamo esserci, vogliamo far parte di questo cantiere di pace e ci saremo, nel Giro d’Italia, in Marcia, ovunque. Come abbiamo fatto finora e come abbiamo sempre fatto.

CONDIVIDI SU:

ARTICOLI CORRELATI

Ottobre 10, 2026

Perugia, 10 ottobre 2026 – “La UIL FP Umbria esprime la propria ferma condanna per l’ennesima aggressione ai danni di …

Ottobre 2, 2026

TERNI, 2 ottobre 2026 – La programmazione del personale per il 2026 è confermata, la spesa resta entro i parametri …

Settembre 30, 2026

Perugia, 30 settembre 2026 – Alessia Antonelli è la nuova presidente di ADOC APS Umbria. È questo il principale esito …

Assistenza online – Servizi

Hai bisogno di informazioni o assistenza su uno dei servizi UIL Umbria? Compila il modulo con la tua richiesta e ti risponderemo al più presto.

* I campi contrassegnati con l’asterisco sono obbligatori.