UIL FPL Terni: “Con una nostra battaglia riconosciuto il diritto alla mensa dei lavoratori”

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Terni, 11 aprile 2025 – “Riconosciuti gli arretrati per poter usufruire del servizio mensa ai dipendenti dell’ospedale Santa Maria di Terni. Un importante accordo è riuscito a far sbloccare questa situazione. Il gruppo aziendale della UIL FPL presso l’ospedale “Santa Maria” di Terni, infatti, fino dal 2020 ha incoraggiato i dipendenti a richiedere una diversa modalità di fruizione del servizio mensa bloccando la prescrizione del diritto e aprendo di fatto la vertenza, secondo quanto disciplinato dai vari contratti nazionali che si sono succeduti nel tempo e della giurisprudenza corrente. Una mobilitazione che ha ottenuto, dopo anni di trattativa con la Direzione aziendale, una sentenza e due accordi extragiudiziali del tribunale di Terni, il riconoscimento del diritto alla mensa per tutti i lavoratori che ruotano su tre turni e tutti quelli che fanno sette ore e dodici minuti, un ampliamento orario del servizio mensa, dalle 12.00 alle 15,00, e il rimborso totale di quanto dovuto ai lavoratori per gli ultimi cinque anni (costo previsto 1,9 ml di euro, lavoratori interessati più di 700)”.

“I lavoratori che su consiglio del sindacato avevano presentato ricorso negli anni dal 2020 al 2023 ovviamente otterranno un rimborso ben maggiore. Questo risultato oltre ad essere l’ennesimo successo (vertenza vestizione, vertenza diritto alla mensa) per la UIL Fpl e per i dipendenti rappresenta la realizzazione di un’altra buona prassi aziendale. Dato che dal 1992 con il D.Lgs. n. 502 gli ospedali e le ASL sono stati trasformati in aziende, sostanzialmente tradendo la missione di questo che dalla riforma del 1978 era un servizio, se proprio lo Stato e le Regioni vogliono continuare a giocare su questo tavolo, su questo tavolo giochiamo, chiedendo ciò che ogni azienda sarebbe tenuta a garantire ai sui clienti e ai suoi dipendenti. Infine ci preme, tuttavia, evidenziare come un miglior clima aziendale, facilitato dai servizi a tutti gli operatori, si declini in migliori prestazioni agli utenti, la parte più debole di questa catena, quella che più di tutti ci preme tutelare, perché loro sono il fine ultimo della missione dei lavoratori degli ospedali e in particolare del nostro ospedale ternano. Resta in noi la speranza di poter un giorno molto prossimo vedere cancellata il termine “azienda”, perché queste sono le officine dove medici, infermieri e operatori della salute riparano il corpo umano, non luoghi dove si possa produrre un utile lucrando sulla salute dei cittadini, o realtà nelle quali la missione della dirigenza possa essere il taglio dei costi”.

Così in una nota il gruppo Uil Fpl dell’azienda ospedaliera di Terni.

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