Perugia, 20 gennaio 2026 – “Questa mattina, alle ore 10, si è svolto presso la Prefettura il tentativo di conciliazione tra l’Amministrazione comunale di Foligno e UIL FPL, FP CGIL, CISL FP, USB e RSU, relativo allo stato d’agitazione dei servizi scolastici nel Comune di Foligno. Purtroppo, si è dovuto constatare l’assenza della rappresentanza politica: erano presenti soltanto la Segretaria Generale e la dirigente dell’ufficio personale, prive di mandato per individuare soluzioni strutturali immediate e limitate ad operare esclusivamente con le risorse attualmente disponibili, senza alcuna garanzia di investimenti reali su nidi e mense.
Il Sindacato ha ribadito con forza la necessità di una soluzione immediata per le lavoratrici precarie, ritenendo inaccettabile la loro sostituzione al raggiungimento dei 48 mesi con nuovo personale precario. È indispensabile che la Giunta investa maggiori risorse in questi servizi, che garantiscono continuità e qualità solo grazie al sacrificio del personale.
Al termine dell’incontro, si è concordato di sospendere temporaneamente lo stato d’agitazione, con la richiesta da parte del Sindacato di incontrare la Giunta entro la fine del mese. L’obiettivo è chiarire se esista una reale volontà politica di salvaguardare servizi e personale, individuando percorsi condivisi. In assenza di un riscontro positivo, il Sindacato si riserva di comunicare alla Prefettura l’esito negativo della conciliazione e di intraprendere ulteriori azioni.
Si confida che la Giunta sia disponibile al dialogo con i lavoratori, tramite il Sindacato, nella convinzione che sia interesse comune lavorare insieme per il bene della comunità”.
Così in una nota i rappresentanti di Uil Fps, Fp Cgil Cisl Fp, Usb e Rsu.
Nota di risposta alle dichiarazioni del Comune
Si invia nota Uil Fpl, Fp Cgil, Cisl Fp, Usb e Rsu sulla questione dello stato di agitazione di mense e asili del Comune di Foligno.
Le assenze per malattia e i periodi di aspettativa sono eventi fisiologici in qualunque organizzazione e non possono essere trattati come la “causa” dei problemi: sono variabili prevedibili, che richiedono organici adeguati, sostituzioni tempestive e una gestione strutturata. Quando un servizio è tarato stabilmente al minimo, basta un’assenza – per motivi legittimi – per mettere tutto sotto pressione, con ricadute su carichi di lavoro e qualità del servizio.
Nei nidi e nelle cucine, inoltre, esistono fattori di rischio legati ai carichi fisici e all’organizzazione del lavoro (movimentazione, posture, attività ripetitive, ritmi), che nel tempo possono incidere sul benessere del personale: per questo chiediamo che la questione sia affrontata con serietà anche sul versante della prevenzione e della tutela della salute e sicurezza, oltre che su organici e continuità educativa.
Quanto alle aspettative, è evidente che – quando un contesto lavorativo è sottoposto a pressioni costanti – può crescere la richiesta di ricollocazione o di soluzioni alternative: anche questo è un segnale che va letto correttamente e gestito, non utilizzato come spiegazione “comoda” per evitare il merito.