Sisma 2016–2026: Panfili (Feneal Uil Umbria): “Dieci anni dopo, ricostruire non basta. Bisogna restituire un futuro ai territori”

Le considerazioni della categoria degli edili, a dieci anni dal sisma

Perugia, 30 ottobre 2026 – “Dieci anni sono un tempo lungo nella vita delle persone. Ancora di più per chi, in pochi secondi, ha perso la propria casa, il proprio lavoro, le proprie certezze e, in alcuni casi, i propri affetti. Il terremoto del 2016 ha lasciato ferite profonde nella Valnerina e nell’intero Appennino centrale. Ferite che non si rimarginano soltanto ricostruendo gli edifici, ma restituendo alle comunità la possibilità di vivere, lavorare e immaginare il proprio futuro nei luoghi ai quali appartengono”.

“A dieci anni di distanza, sarebbe ingeneroso non riconoscere quanto è stato fatto, ma altrettanto sbagliato sarebbe considerare conclusa una ricostruzione che presenta ancora importanti ritardi.

In Umbria sono stati avviati quasi 4.000 cantieri privati, dei quali circa il 64% risulta concluso. La ricostruzione leggera è in fase avanzata, mentre quella pesante, che interessa gli edifici maggiormente danneggiati, procede con maggiori difficoltà: soltanto il 30% circa dei cantieri avviati risulta completato. Sono numeri che testimoniano un impegno importante delle istituzioni, delle imprese, dei tecnici e soprattutto delle migliaia di lavoratori che, ogni giorno, contribuiscono concretamente alla rinascita di questi territori. Ma dietro le percentuali ci sono ancora famiglie che attendono, attività economiche che faticano a ripartire e comunità che rischiano di perdere definitivamente una parte della propria popolazione”.

“Il vero interrogativo politico, oggi, non è soltanto quanto abbiamo ricostruito, ma che cosa resterà di questi territori quando i cantieri saranno terminati. Perché una casa ricostruita in un paese senza servizi, senza lavoro e senza giovani rischia di essere una vittoria soltanto a metà. La ricostruzione deve quindi diventare parte di una strategia più ampia di sviluppo territoriale, capace di contrastare lo spopolamento, sostenere le attività produttive, garantire collegamenti, sanità, scuole e servizi pubblici adeguati. Come FENEALUIL Umbria riteniamo che questa sfida debba mettere al centro anche il valore del lavoro. Non possiamo accettare che un investimento pubblico di queste dimensioni venga misurato esclusivamente attraverso gli importi finanziati o il numero dei cantieri aperti. Occorre valutare anche la qualità dell’occupazione prodotta, la regolarità delle imprese, la formazione professionale e le condizioni di sicurezza di chi materialmente realizza la ricostruzione”.

“La velocità dei lavori non può mai essere ottenuta a discapito della sicurezza e dei diritti dei lavoratori. Servono controlli efficaci lungo tutta la filiera degli appalti e dei subappalti, piena applicazione dei contratti collettivi dell’edilizia, verifica della congruità della manodopera e valorizzazione del sistema bilaterale, delle Casse Edili e degli enti di formazione e sicurezza. Ma occorre anche guardare oltre l’emergenza. Le competenze professionali sviluppate in questi anni rappresentano un patrimonio che non possiamo disperdere alla conclusione della ricostruzione. Dobbiamo trasformarle in occupazione stabile, investendo nella riqualificazione del patrimonio edilizio, nella prevenzione sismica e nella manutenzione del territorio”.

“Per queste ragioni chiediamo alla Regione Umbria e alla struttura commissariale un confronto permanente con le organizzazioni sindacali, accompagnato da cronoprogrammi pubblici e verificabili degli interventi ancora da completare e da un piano capace di collegare ricostruzione, occupazione e sviluppo locale. Non servono nuove contrapposizioni sulle responsabilità del passato. Serve assumersi, ciascuno per le proprie competenze, la responsabilità del futuro. Il decennale non deve trasformarsi in un punto di arrivo celebrativo, ma nell’occasione per assumere impegni precisi e misurabili verso queste comunità. Il nostro pensiero va innanzitutto alle vittime, alle loro famiglie e a quanti hanno affrontato questi dieci anni con dignità, pazienza e straordinario attaccamento alla propria terra. A loro dobbiamo molto più di una commemorazione.

Dobbiamo la certezza che nessun territorio venga considerato marginale e che nessuna comunità sia costretta ad abbandonare le proprie radici per mancanza di opportunità. Perché la ricostruzione sarà davvero conclusa non quando avremo ricostruito l’ultimo edificio, ma quando chi vive in quei luoghi potrà finalmente scegliere di restarci”.

Così in una nota Alessio Panfili, segretario generale FENEALUIL Umbria

CONDIVIDI SU:

ARTICOLI CORRELATI

Ottobre 28, 2026

Perugia, 28 ottobre 2026 – Senza stipendi da maggio, senza previdenza e assistenza sanitaria integrativa. Per questo la Uiltec dell’Umbria …

Ottobre 27, 2026

Perugia, 27 ottobre 2026 – “Apprendiamo con tristezza la notizia dell’ennesima morte sul lavoro, avvenuta oggi a Valtopina, in un …

Ottobre 10, 2026

Perugia, 10 ottobre 2026 – “La UIL FP Umbria esprime la propria ferma condanna per l’ennesima aggressione ai danni di …

Assistenza online – Servizi

Hai bisogno di informazioni o assistenza su uno dei servizi UIL Umbria? Compila il modulo con la tua richiesta e ti risponderemo al più presto.

* I campi contrassegnati con l’asterisco sono obbligatori.